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Presse da officina: come scegliere il tonnellaggio – guida Krollit con pressa Bernardo

Presse da officina: come scegliere il tonnellaggio

Sandra Gaspar

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12 min

Piantare un cuscinetto da 50 mm su un albero con accoppiamento H7/p6 richiede circa 0,65 tonnellate di forza. Non venti. Il tonnellaggio quasi mai è il vincolo vero quando si sceglie una pressa da officina: lo sono la luce di passaggio, la corsa del pistone e il fatto che il cilindro scorra o resti fisso al centro. Le tonnellate servono per i lavori sporchi, quelli in cui il pezzo è grippato o l'albero va raddrizzato. Qui sotto il calcolo, i numeri di targa della nostra gamma da €140,30 a €2.537,69 e i criteri che contano prima del tonnellaggio. Distributore ufficiale Bernardo dal 2007.


Quanta forza serve davvero per piantare un cuscinetto

La formula usata dai costruttori di cuscinetti mette in relazione quattro cose: l'attrito tra le due superfici, il modulo elastico dell'acciaio, la geometria dell'anello e l'interferenza dell'accoppiamento. Nella forma che NSK pubblica nei manuali tecnici:

K = μ × E × π × B × (1 − k²) × Δd / 2

dove μ è il coefficiente di attrito (circa 0,12 in montaggio, 0,18 in estrazione), E il modulo elastico dell'acciaio (208.000 MPa), B la larghezza dell'anello, k il rapporto tra diametro interno ed esterno dell'anello, Δd l'interferenza in millimetri.

Su un cuscinetto 6210, quindi foro 50 mm e larghezza 20 mm, con un'interferenza di 20 micron, il conto dà circa 6,4 kN, cioè 0,65 tonnellate. Per estrarlo dopo qualche anno di servizio, con l'attrito più alto, si sale attorno a 0,95 tonnellate.

È un numero che sorprende chi arriva da internet con la regola del pollice da "1-3 kN per millimetro di diametro", che sullo stesso cuscinetto darebbe 50-150 kN. Quella regola vale per interferenze molto più spinte e per accoppiamenti forzati su pezzi massicci, non per un cuscinetto standard su un albero rettificato.

La conseguenza pratica: se il tuo lavoro è esclusivamente montare e smontare cuscinetti e boccole su alberi fino a 60-70 mm, dieci tonnellate ti bastano con un margine di dieci volte. Il tonnellaggio si compra per altro.

Perché allora servono venti, trenta o cinquanta tonnellate

Perché le operazioni che mettono in ginocchio una pressa non sono quelle pulite.

Un cuscinetto grippato per ossidazione dopo anni di servizio può richiedere cinque o dieci volte la forza di montaggio, perché tra anello e albero si è formato ossido che agisce da saldatura a freddo.

Raddrizzare un albero deformato significa portare il materiale oltre il limite elastico su tutta la sezione. Un albero pieno in acciaio da 40 mm chiede già diverse tonnellate, e il valore non si calcola in anticipo: si procede per tentativi leggendo il manometro.

Piegare un piatto o un profilato a freddo su supporti a prisma è l'uso che consuma più forza di tutti, e dipende da spessore, larghezza e distanza tra gli appoggi.

Estrarre silent block, bronzine e spine coniche da alloggiamenti in ghisa, dove la ruggine ha fatto il suo lavoro, è imprevedibile per definizione.

La regola che usiamo al telefono con i clienti è semplice: calcola la forza del lavoro peggiore che prevedi, poi raddoppia. Non è prudenza eccessiva: è il margine che ti evita di avere la pressa a fondo scala mentre il pezzo non si muove, che è la condizione in cui si rompono le cose e si fanno male le persone.

Il dato che conta più del tonnellaggio: la luce di passaggio

Qui sta l'errore di acquisto più comune. Due presse dichiarano entrambe venti tonnellate e sembrano intercambiabili, ma una ti fa passare il pezzo e l'altra no.

I tre numeri da leggere sulla scheda sono:

La luce di passaggio orizzontale (E), cioè la distanza tra i due montanti. È la larghezza massima del pezzo che entra nella pressa. Va da 330 mm sulla WK 10 TH fino a 725 mm sulla WK 50 FH Pro.

La distanza tra cilindro e tavolo (F2), cioè l'altezza utile con il tavolo nella posizione più bassa. Decide se un mozzo ruota o un carter ci stanno sotto. Sulla WK 10 TH sono 365 mm, sulla WK 30 FH Pro 1.100 mm.

La corsa del pistone, cioè quanto scende il cilindro in una sola calata. Va da 150 a 210 mm su tutta la gamma. Se il pezzo ha bisogno di una spinta più lunga, si lavora in due tempi riposizionando il tavolo.

Un particolare che sulle schede italiane crea confusione: quando leggi "diametro" riferito al pistone, spesso è il diametro dello stelo, non quello dell'alesaggio del cilindro. Sono due misure diverse e solo la seconda, moltiplicata per la pressione, dà la forza. Se devi fare un confronto tecnico tra due marche, verifica a quale delle due si riferisce il dato prima di concludere qualcosa.

La tabella: tonnellaggio, luce di passaggio e prezzo

Dati di targa dei modelli a catalogo, prezzi IVA inclusa.

Modello Forza Luce (E) Corsa Cilindro scorr. Peso Prezzo
Bernardo WK 10 TH 10 t 330 mm 180 mm 180 mm 55 kg €303,79
Bernardo WK 12 FH 12 t 510 mm 180 mm 365 mm 68 kg €439,21
Bernardo WK 15 TH Pro 15 t 500 mm 160 mm 170 mm 74 kg €671,02
Bernardo WK 20 FH 20 t 540 mm 185 mm 400 mm 94 kg €622,22
Bernardo WK 20 FH Pro 20 t 510 mm 185 mm 175 mm 112 kg €1.049,24
Bernardo WK 30 FH Pro 30 t 535 mm 150 mm 200 mm 168 kg €1.586,05
Bernardo WK 50 FH Pro 50 t 725 mm 210 mm 245 mm 291 kg €2.537,69

Due cose saltano all'occhio leggendo la tabella in orizzontale.

La prima: la WK 20 FH a €622,22 costa meno della WK 15 TH Pro a €671,02 pur avendo cinque tonnellate in più e un cilindro che scorre di 400 mm invece di 170. Differiscono nella classe costruttiva, non nelle prestazioni dichiarate. Se il budget è il vincolo, la FH è la scelta che porta a casa più forza per euro.

La seconda: la WK 20 FH Pro costa €427 in più della WK 20 FH a parità di tonnellaggio. Si paga l'idraulica autoregolante, il doppio comando pedale più pompa manuale, il supporto a prisma incluso e 18 kg di struttura in più. Ha senso in un'officina dove la pressa lavora tutti i giorni, meno dove si usa una volta a settimana.

Cremagliera o idraulica: quando basta la leva

Sotto le dieci tonnellate esiste un'altra famiglia, spesso dimenticata: le presse manuali a cremagliera. Niente olio, niente pompa, niente guarnizioni: una ruota dentata che spinge un'asta.

Modello Forza Luce di passaggio Corsa Prezzo
Bernardo DP1 1.140 kg 135 mm 95 mm €140,30
Bernardo DP2 1.285 kg 190 mm 145 mm €225,71
Bernardo DP3 1.181 kg 300 mm 150 mm €341,61
Bernardo DP 8 oltre 1.500 kg 450 mm n.d. €983,36
Bernardo D5 1.560 kg 445 mm 215 mm €1.017,52

Una cremagliera dà poco più di una tonnellata, quindi copre esattamente il caso del cuscinetto da 50 mm con cui abbiamo aperto l'articolo. In cambio la calata è immediata e sensibile sotto la mano: senti quando il pezzo cede, cosa che con una pompa idraulica a trenta colpi di leva non percepisci allo stesso modo. Per marcatura, piantaggio di spine, montaggio di piccoli cuscinetti e lavori ripetitivi su pezzi minuti una DP2 a €225,71 fa il lavoro di una pressa idraulica da dieci tonnellate in metà tempo.

Il limite è la luce di passaggio: 135 mm sulla DP1, 190 sulla DP2. Sono macchine da banco, non da pavimento.

Pompa manuale, pedale o aria compressa

Il modo in cui il pistone scende cambia la produttività più di quanto si pensi.

Con la sola pompa manuale una mano è occupata sulla leva. Va bene per il pezzo che resta in piedi da solo sui supporti a prisma. È la configurazione della WK 10 TH e della WK 15 TH Pro.

Con il pedale idraulico entrambe le mani restano libere per tenere il pezzo mentre il pistone avanza. Sulla gamma Bernardo il pedale è di serie dalla WK 12 FH in su, ed è il motivo principale per cui quel modello costa €135 più della WK 10 TH pur avendo solo due tonnellate in più. Chi lavora da solo lo recupera il primo giorno.

L'azionamento pneumatico a 6-8 bar fa scendere il pistone a velocità e forza costanti, indipendenti da chi pompa. Serve dove si ripete la stessa operazione decine di volte al giorno e richiede un impianto d'aria compressa già presente in officina.

Cilindro fisso o scorrevole

Sulle presse economiche il cilindro sta fisso al centro del telaio: ogni pezzo va posizionato esattamente sotto quel punto. Su tutta la gamma WK il cilindro scorre lateralmente, da 170 mm sulla WK 15 TH Pro fino a 245 mm sulla WK 50 FH Pro.

Sembra un dettaglio e invece decide quanto tempo passi a riposizionare. Quando devi spingere un cuscinetto che sta vicino al bordo di un carter, o raddrizzare un albero lungo appoggiato su due prismi distanti, spostare il cilindro di venti centimetri è l'unico modo per arrivarci senza smontare e rimontare tutto sul tavolo.

La WK 20 FH, con i suoi 400 mm di scorrimento, è il modello che copre la fascia più larga di tavolo di tutta la serie standard.

Dove finisce l'officina e comincia l'industriale

Nessuna norma definisce il confine. Nella pratica commerciale si riconosce da quattro segnali.

L'attrezzatura. Una pressa da officina lavora con perni e prismi universali, buoni per qualsiasi pezzo. Una pressa industriale lavora con uno stampo dedicato, costruito per un solo componente.

Il comando. In officina il pistone scende finché tieni premuto e si ferma quando molli. In produzione il ciclo è automatico e parte da un comando a due mani o da una barriera ottica.

Il prezzo. Una pressa da officina ha un listino. Una pressa industriale si configura e si quota, perché corsa, tavolo e centralina cambiano con l'applicazione.

Il regime di lavoro. Occasionale contro continuo, che è poi quello che determina il dimensionamento della centralina e del raffreddamento dell'olio.

Da noi il confine passa attorno alle cinquanta tonnellate: sopra, con la serie HCP da 30 a 150 tonnellate e le AT e AP a doppia colonna, si entra nelle presse idrauliche industriali, che trattiamo su preventivo perché ogni configurazione fa storia a sé.

Da non confondere con la pressa piegatrice

Capita spesso al telefono: "mi serve una pressa da trenta tonnellate per piegare la lamiera". Sono due macchine diverse.

Una pressa da officina ha un pistone singolo e un tavolo stretto, da 140 a 260 mm. Può piegare un piatto appoggiandolo su due prismi, ma su lunghezze brevi e senza controllo dell'angolo.

Una piegatrice ha una traversa lunga uno o tre metri, un punzone e una matrice a V, e il tonnellaggio si calcola sulla lunghezza di piega e sullo spessore. Per piegare un metro di lamiera da 2 mm non bastano trenta tonnellate concentrate in un punto: serve quella forza distribuita su tutta la linea. È il mondo delle presse piegatrici, che è un'altra categoria.

Sicurezza e quadro normativo

Tre punti da conoscere prima dell'acquisto.

Le presse non rientrano nell'Allegato VII del D.Lgs. 81/2008, quindi non sono soggette a verifica periodica obbligatoria come lo sono ponti sollevatori e apparecchi di sollevamento. Restano però attrezzature di lavoro ai sensi del Titolo III: il datore di lavoro deve garantirne la manutenzione, la formazione degli operatori e la valutazione del rischio.

Le presse per lavorazione a freddo dei metalli hanno una norma tecnica armonizzata di riferimento, la EN ISO 16092, articolata in più parti secondo la tipologia di azionamento.

Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento UE 2023/1230 sostituisce la Direttiva Macchine 2006/42/CE. Le macchine immesse sul mercato prima di quella data restano conformi: non c'è nessun obbligo di adeguamento retroattivo su quello che hai già in officina.

Sul piano pratico, i due accorgimenti che evitano gli infortuni più frequenti sono lo schermo di protezione davanti alla zona di lavoro, perché un cuscinetto che cede di colpo parte come un proiettile, e il fissaggio a pavimento. Le WK non richiedono fondazioni speciali: un pavimento industriale standard da 15-20 cm di calcestruzzo e quattro bulloni M12 bastano fino alla versione da 50 tonnellate.

Come scegliere, in pratica

Il percorso che seguiamo quando ci chiamano è questo, in quest'ordine.

Primo, misura il pezzo più grande che dovrai mettere sotto la pressa, in larghezza e in altezza. Quel numero ti dice la luce di passaggio minima e scarta subito metà della gamma.

Secondo, elenca le operazioni che farai davvero. Solo cuscinetti e boccole su alberi medi: dieci o dodici tonnellate. Anche raddrizzatura di alberi e smontaggi di pezzi arrugginiti: venti. Lavori su componenti di mezzi pesanti o agricoli: trenta o cinquanta.

Terzo, decidi se lavori da solo. Se sì, il pedale non è un accessorio.

Quarto, guarda la frequenza. Uso quotidiano giustifica la versione Pro, uso saltuario no.

Se rimani in dubbio tra due modelli, chiamaci allo 0825-1494022 con le misure del pezzo in mano: in due minuti si capisce quale dei due passa. La gamma completa a catalogo è consultabile online con tutti i dati di targa.

Domande frequenti

Quante tonnellate servono per piantare un cuscinetto?

La versione Pro aggiunge idraulica autoregolante, doppio comando con pedale e pompa manuale, supporto a prisma incluso e una struttura più pesante. Sulla 20 tonnellate la differenza è di 427 euro e 18 kg. Si ripaga dove la pressa lavora ogni giorno, molto meno con un uso settimanale.No. Il nuovo Regolamento Macchine si applica dal 20 gennaio 2027 e riguarda le macchine immesse sul mercato da quella data in avanti. Quello che è già in officina resta conforme alla Direttiva 2006/42/CE sotto cui è stato marcato, senza alcun obbligo di adeguamento retroattivo.No, non rientrano nell'Allegato VII del D.Lgs. 81/2008 e quindi non hanno l'obbligo di verifica periodica da parte di INAIL o organismo abilitato. Restano attrezzature di lavoro soggette al Titolo III: manutenzione documentata, formazione degli operatori e valutazione del rischio restano a carico del datore di lavoro.Sì, ed è il primo accorgimento di sicurezza insieme allo schermo di protezione. Le WK non richiedono fondazioni dedicate: un pavimento industriale da 15-20 cm di calcestruzzo con quattro bulloni M12 è sufficiente fino alla versione da 50 tonnellate, che pesa 291 kg.Piega un piatto o un profilato appoggiato su due prismi, su lunghezze brevi e senza controllo dell'angolo. Per piegare lamiera su un metro o più serve una piegatrice con punzone e matrice a V, perché la forza va distribuita su tutta la linea di piega e non concentrata in un punto.Misura il pezzo più largo e più alto che prevedi di lavorare e aggiungi lo spazio per i prismi di appoggio. La gamma WK va da 330 mm di luce orizzontale sulla WK 10 TH a 725 mm sulla WK 50 FH Pro. È il dato che scarta più modelli del tonnellaggio stesso.Il pedale libera entrambe le mani per tenere il pezzo mentre il pistone avanza, e chi lavora senza aiuto lo recupera subito. Sulla gamma Bernardo è di serie dalla WK 12 FH in su. Con la sola pompa manuale conviene attrezzarsi con supporti a prisma che tengano il pezzo in posizione.La cremagliera spinge con una ruota dentata e arriva poco oltre una tonnellata, ma la calata è immediata e si sente sotto la mano. L'idraulica moltiplica la forza con l'olio e arriva a cinquanta tonnellate, al prezzo di decine di colpi di leva per ogni discesa. Sotto la tonnellata la cremagliera è più rapida.Molte meno di quanto si creda. Un cuscinetto 6210, foro 50 mm, con interferenza di 20 micron richiede circa 0,65 tonnellate in montaggio e 0,95 in estrazione. Una pressa da dieci tonnellate copre questo lavoro con un margine amplissimo. Il tonnellaggio alto serve per pezzi grippati e raddrizzature.

Che differenza c'è tra pressa a cremagliera e pressa idraulica?

Meglio pressa con pompa manuale o con pedale?

Che luce di passaggio mi serve?

Una pressa da officina può piegare la lamiera?

La pressa va fissata a pavimento?

Le presse sono soggette a verifica periodica obbligatoria?

Il Regolamento UE 2023/1230 mi obbliga a sostituire la pressa?

Qual è la differenza tra WK FH e WK FH Pro?

Sandra Gaspar

Sandra Gaspar

Sandra Gaspar è la fondatrice di Krollit. Con una laurea in Economia Aziendale e oltre 18 anni di esperienza nel settore, dal 2007 aiuta hobbisti, artigiani e industrie a scegliere le migliori macchine per la lavorazione di legno, metallo e lamiera. Grazie a partnership con marchi leader internazionali, ha costruito un network di oltre 10.000 clienti professionisti in tutta Europa.



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